La Corte dei Miracoli, a Siena, ha riaperto da qualche mese: è una notizia grandiosa.
Decidiamo di ricominciare a frequentarlo stasera che da Ancona arrivano i Gentlemens.
Il trio sale sul palco verso le undici e la sala si riempie piano, con curiosità.
Scorgo una splendida chitarra "Billy Boy" adagiata sul sostegno alla destra del palco e già immagino l'entità della distorisione, l'equilibrio sbilanciato dei toni medi e bassi, la corposità di un suono fuori dal classico e dal comune che ne verrà fuori: una vela dispiegata con il vento del garage punk a favore.
La impugna Giordano, GB, che dall'inizio alla fine del concerto suona senza scomporsi, "come fa?", mi chiedo, con in mano quel gioiello e la sua arroganza elettrica?
Non si può dire lo stesso di ciò che succede a sinistra della scena, dove Paolo, PF, il frontman e l' anchor-man della band interpreta il suo personaggio a metà fra Nick Cave e Jon Spencer, indossando un lussureggiante abito gessato scuro.
Un lungo ciuffo scende sul suo viso sudato e sulla sua barba e rimbalza indietro ad ogni colpo. Un head-banging da seduto che traccia il pezzo come un elettrocardiogramma su un monitor.
Ognuno con la propria individualità fusa nel progetto "Gentlemens".
Spaziano su più variabili del punk, del garage e del blues, mescolando repentinamente gli ingredienti da brano a brano lungo la scaletta.
Alternativamente, il suono carico di feedback lascia il posto a brevi riff autenticamente rock-blues, ballabili. Il pubblico capisce e si muove, salta, si scontra.
Ci guarda, ci sente, ci esorta.
Le linee bianche, parallele e regolari del suo completo sono un ordine che presto verrà sovvertito;
ancora un paio di pezzi e la giacca volerà via.
Mi allontano un attimo per prendere una birra e quando torno in sala rintoccano tre note discendenti, un coinvolgente giro suonato a ripetizione. Le ombre danzano illuminate a momenti dalle luci di palco che passano attraverso i Gentlemens.
Concludo la serata con un lungo applauso.
Lo show è stato di alto livello.
E poi sono proprio contento che la Corte sia di nuovo tra noi.
Luz
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